Pacchetto Omnibus UE

Cosa cambia per le regole ESG e la sostenibilità aziendale. Le novità del pacchetto Omnibus UE 2025: semplificazione delle regole ESG, nuove scadenze per la rendicontazione di sostenibilità, e vantaggi per le imprese.

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Cos’è il pacchetto Omnibus?

Il pacchetto Omnibus UE, presentato dalla Commissione Europea il 26 febbraio 2025, è una serie di modifiche pensate per semplificare le regole ESG (Environmental, Social, Governance) e ridurre la burocrazia per le imprese europee.

Secondo le stime, queste semplificazioni potrebbero generare risparmi per circa 6 miliardi di euro all’anno, liberando risorse per investimenti e innovazione (Commissione UE).

Il pacchetto, attualmente in fase legislativa riguarda normative chiave come:

  • CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive;
  • CSDDD – Corporate Sustainability Due Diligence Directive;
  • Regolamento sulla Tassonomia UE;
  • CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism.
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Le principali novità del pacchetto Omnibus

Ecco i cambiamenti più rilevanti:

✅ Reporting ESG più semplice (CSRD)

  • Obbligo solo per aziende con oltre 1.000 dipendenti.
  • Semplificazione degli standard di rendicontazione ESRS (per grandi imprese), VSME (per PMI) e LSME (per PMI quotate).

✅ Due diligence più leggera (CSDDD)

  • Controlli ogni 5 anni, solo sui fornitori diretti (di primo livello).
  • Non è più obbligatoria la rescissione del contratto, basta sospenderlo in caso di non conformità.
  • Posticipata di un anno (al 26 luglio 2028) l’applicazione dei requisiti di due diligence

✅ CBAM con soglie più alte

  • Si applica solo a chi importa oltre 50 tonnellate l’anno, escludendo migliaia di operatori.
  • Possibilità di delega degli obblighi di dichiarazione a terzi, pur rimanendo legalmente responsabili degli obblighi
  • Modifica del termine per la dichiarazione annuale al 31 agosto di ogni anno

✅ Tassonomia UE semplificata

  • Riduzione del campo di applicazione limitato alle aziende più grandi, mentre le imprese più piccole potranno partecipare volontariamente
  • Riduzione dei data points richiesti di circa il 70% e semplificazione dei criteri “Do No Significant Harm” per renderli più chiari (KPMG, 2025).
  • Esenzione dall’obbligo di valutazione per le attività economiche che rappresentano meno del 10% di fatturato, CapEx o OpEx dell’impresa
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Stop-the-Clock: prima conversione in legge UE

La prima normativa di semplificazione è la Stop-the-Clock Directive, approvata nell’aprile 2025, che modifica:

  • La CSRD, posticipando di due anni gli obblighi di rendicontazione ESG
  • La CSDDD, posticipando di un anno gli obblighi di due diligence ESG

In Italia, con la Legge n. 118 dell’8 agosto 2025 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 agosto 2025), è stata recepito nel diritto nazionale il “Decreto Omnibus – Stop the Clock”, allineando la normativa nazionale ai termini posticipati definiti dalla direttiva europea.

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Perché l’UE ha scelto di semplificare le regole ESG?

L’obiettivo dichiarato è rafforzare la competitività delle imprese europee - evitando che la transizione verde diventi un freno - ridurre la burocrazia e semplificare le norme.

Il pacchetto Omnibus comprende misure per:

  • rendere più accessibile ed efficiente l'informativa sulla sostenibilità
  • semplificare gli obblighi di dovuta diligenza per sostenere pratiche commerciali responsabili
  • rafforzare il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere per un commercio più equo
  • sbloccare opportunità nei programmi di investimento europei

Tuttavia, diversi osservatori temono che queste modifiche possano ridurre la trasparenza e rallentare i progressi sulla sostenibilità, soprattutto nelle filiere globali.

In merito si è espressa la presidente della BCE Lagarde, con una lettera al parlamento UE, sostenendo che le proposte di semplificazione devono trovare il giusto equilibrio tra il mantenimento dei benefici del reporting sulla sostenibilità per l’economia e il sistema finanziario europei e la garanzia che i requisiti siano proporzionati. Inoltre, le modifiche potrebbero indebolire la capacità della BCE di effettuare una valutazione granulare dei rischi finanziari legati al clima nel proprio bilancio e nell’ambito del proprio sistema di garanzie.

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Cosa significa per le imprese italiane?

Il recepimento del pacchetto Omnibus in Italia, con la Legge n. 118/2025, ha effetti diversi a seconda della tipologia di azienda.

 

Per le PMI

  • Meno pressione immediata: molte PMI italiane, soprattutto non quotate, non saranno più obbligate al reporting ESG nel breve periodo.
  • Possibilità di scelta: chi vuole posizionarsi come partner affidabile nelle catene di fornitura internazionali continuerà comunque a fornire dati ESG su base volontaria, perché i grandi clienti li chiederanno.
  • Benefici competitivi: le PMI che adotteranno da subito strumenti di misurazione e reportistica ESG avranno un vantaggio nel medio termine, soprattutto per l’accesso al credito e per gare pubbliche.

 

Per le grandi imprese

  • Obblighi solo posticipati: le grandi aziende italiane avranno due anni in più per adeguarsi alla CSRD e alla CSDDD, ma questo non significa che possano fermarsi.
  • Richieste dalla filiera: dovranno comunque raccogliere dati ESG da fornitori e partner, anche se la legge è meno stringente. In pratica, continueranno a trasferire parte della pressione regolatoria alle PMI.
  • Reputazione e mercato dei capitali: banche, fondi e investitori non ridurranno le richieste di disclosure ESG. Chi si muoverà in anticipo potrà differenziarsi su mercati sempre più attenti alla sostenibilità.

 

Per il sistema Paese

  • Allineamento graduale: il recepimento italiano consente un adattamento più morbido, utile soprattutto in un contesto di inflazione e crescita moderata.
  • Rischio di perdita di leadership: un rallentamento troppo forte nella rendicontazione ESG potrebbe però far percepire le imprese italiane come meno trasparenti rispetto a competitor di Paesi che continueranno ad anticipare i requisiti.
  • Opportunità di innovazione: chi investe oggi in strumenti digitali per la raccolta dati ESG e in processi di decarbonizzazione sarà pronto quando i nuovi obblighi torneranno ad essere vincolanti.

Conclusione: il pacchetto Omnibus UE non elimina la sostenibilità, ma la rende più semplice da gestire. Le aziende che continueranno a investire in ESG, anche senza obblighi stringenti, saranno le più competitive nel medio-lungo termine.

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