Nel 2023, il settore ha registrato una contrazione del fatturato (-4%) e dei costi di produzione, con utili in calo del -2,6% e margini in flessione del -5,7%. Tuttavia, il comparto mostra segnali di rafforzamento patrimoniale: i debiti bancari sono scesi del -14,3%, mentre quelli verso altri finanziatori sono aumentati dell’8,5%, a testimonianza di una strategia di diversificazione dell’accesso al credito. Le disponibilità liquide hanno registrato un +6,9% e il patrimonio netto è cresciuto del 6,3%, a indicare una maggiore fiducia e solidità finanziaria. Il commercio all’ingrosso ha chiuso l’anno in lieve recessione, ma con un incremento delle disponibilità liquide (+14,8%) e del patrimonio netto (+10,5%). Il dettaglio ha mostrato segnali di ripresa più marcati: l’EBITDA negativo si è dimezzato e gli utili hanno registrato un incremento dell’1,2%. Il settore è caratterizzato da una forte concentrazione: lo 0,8% delle aziende genera il 39% del fatturato totale, mentre oltre la metà delle imprese produce appena il 5,4%. Questo squilibrio accentua la vulnerabilità complessiva del comparto, rendendolo esposto alle performance di poche realtà dominanti. Le regioni con il maggior impatto sul fatturato complessivo restano Lombardia, Veneto e Trentino, seguite da Lazio e Veneto per quanto riguarda il dettaglio.