In un contesto complesso come quello della mediazione creditizia e dei servizi assicurativi, un’azienda italiana con una rete di agenti diffusi in diverse regioni si è trovata ad affrontare un ostacolo rilevante nella gestione delle pratiche: l’elevata variabilità e complessità dell’analisi dei KPI necessari per indirizzare correttamente il cliente verso un istituto di credito. Ogni agente, prima di inoltrare una pratica, era tenuto a raccogliere documentazione, caricarla su un portale o inviarla internamente, per poi attendere l’analisi centralizzata da parte di un analista o di un decision maker.
Il processo prevedeva la valutazione di diversi indicatori, spesso il risultato di operazioni complesse: analisi di bilancio, score di affidabilità, verifica di negatività finanziarie e valutazione della storicità dell’azienda cliente. Una procedura articolata che, oltre a richiedere tempo, risultava fortemente esposta al rischio di errore umano, soprattutto in presenza di dati incompleti o documentazione non conforme.